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Dopo aver pubblicato una guida su come ottenere la licenza per tabacchi, oggi cambiamo tema. Per il Codice Civile (ai sensi dell’art. 2135 C.C., come modificato dal D. Lgs. 228/2001), può diventare imprenditore agricolo chi esercita una o più delle seguenti attività: coltivazione del fondo; selvicoltura; allevamento di animali; attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione del territorio.

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L'imprenditoria agricola può assumere diverse forme, a seconda delle caratteristiche specifiche dell'impresa e del tipo di attività svolta. Ecco una breve descrizione delle diverse tipologie di imprenditoria agricola che hai citato:

  1. Coltivatore Diretto (CD): Questa categoria include coloro che si dedicano direttamente e in modo abituale alla coltivazione del terreno e alla cura degli animali. Secondo l'articolo 48 della Legge 2 giugno 1961, n. 454 e l'articolo 2083 del Codice Civile, la forza lavorativa del nucleo familiare non deve superare un terzo di quella necessaria per le normali necessità della coltivazione del fondo e per l'allevamento e la cura degli animali.
  2. Imprenditore agricolo (IA): Come definito dall'articolo 2135 del Codice Civile, l'imprenditore agricolo svolge attività di coltivazione del terreno, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. A differenza del coltivatore diretto, l'imprenditore agricolo può far ricorso a lavoratori dipendenti o collaboratori per lo svolgimento dell'attività.
  3. Imprenditore Agricoltore Professionale (IAP): Questa categoria, precedentemente nota come IATP, include gli imprenditori che svolgono l'attività agricola in maniera professionale, ovvero come attività principale. Gli IAP devono possedere una specifica qualifica professionale e dedicare la maggior parte del proprio tempo all'attività agricola.

Ciascuna di queste categorie ha requisiti specifici e diversi diritti e responsabilità. Inoltre, la scelta della forma di impresa può avere implicazioni significative dal punto di vista fiscale e previdenziale.

Le iscrizioni nel registro, a norma dell’articolo 2189 del codice civile, sono eseguite e su domanda sottoscritta dall’interessato.

Imprenditore agricolo professionale

immagine esemplificativa su diventare imprenditore agricolo

Aprire un'attività agricola

Per diventare imprenditore agricolo serve un'idea di base. Oggi le possibilità sono molte e non esistono più soltanto i tradizionali coltivatori della terra. Si possono pensare a soluzioni innovative che vanno dalla specializzazione di un settore alle convenzioni con scuole (agricoltura didattica) e pubbliche amministrazione.

Quindi, il primo passo è decidere cosa diventerà il proprio terreno.
In secondo luogo, esistono pochi adempimenti da portare a termine per aprire l'attività:

  • apertura della partita IVA
  • Iscrizione al Registro delle Imprese – Sezione Agricoltura (nel caso si prevedano fatturati superiori ai 7000€ l'anno)
  • Iscrizione all'Inps

Una volta aperta a title="Scopri che come intraprendere l'attività di guardiano del faro"""l'attività, o contestualmente a questo processo, è necessario cercare finanziamenti pubblici o privati http://www.arealavoro.org/prestito-donore.htm. Per farlo, è necessario redigere un ottimo business plan http://www.arealavoro.org/il-business-plan-progetto-dimpresa.htm che spieghi qual è l'idea di base dell'azienda, verso cosa punta e le strategie che si utilizzeranno.

Sono infatti disponibili, soprattutto per gli under 30, numerose agevolazioni fiscali e finanziamenti. Si consiglia di informarsi a livello regionale ma anche a livello comunitario: l'Unione Europea non è scevra da iniziative di questo tipo. A tal proposito, sono da tenere sotto controllo siti quali Agricoltura24, del gruppo Sole24Ore, e Agricoltura News, entrambi siti ricchi di news e approfondimenti di settore.

Per la qualifica di imprenditore agricolo professionale è infine necessario acquisire un bagaglio di conoscenze dell'agricoltura e delle tecniche utilizzate. Non è impossibile: le Regioni organizzano spesso corsi di formazione professionali in questo settore anche gratuiti. Una ricerca sul web darà maggiori informazioni a riguardo. 

Contributi per l'attività

Per favorire gli investimenti nel settore primario e per incrementare lo sviluppo dell'imprenditoria agricola, a livello nazionale ed europeo sono stati realizzati degli incentivi in tal senso. Sono infatti previste agevolazioni per i giovani agricoltori di età compresa tra i 18 e i 39 anni, che subentrano a un parente entro il terzo grado (genitori, fratelli/sorelle, nonni, zii) nella conduzione dell'azienda familiare.

Il subentro nell'azienda agricola può avvenire:

  • nei 12 mesi precedenti il ricevimento della domanda di ammissione alle agevolazioni
  • non oltre 3 mesi dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni

Alcuni dei requisiti richiesti per ottenere i finanziamenti europei a fondo perduto sono:

  • l'essere imprenditori agricoli a titolo professionale
  • la residenza nelle aree ammesse alle agevolazioni alla data del subentro
  • l'ubicazione dell'azienda agricola di famiglia nei medesimi territori

Le aree ammesse ai Contributi agricoltura unificati (o per ettaro) sono le seguenti:

  • i territori dei Fondi Strutturali Comunitari
  • le aree ammesse alla deroga di cui all'articolo 87 (già articolo 92), paragrafo 3, lettera c), del Trattato UE
  • le aree ammesse a un regime di sostegno transitorio
  • le aree che presentano rilevante squilibrio tra domanda e offerta di lavoro individuate dal Ministero del Lavoro

I progetti che richiedono i Contributi per l'agricoltura biologica devono riguardare la produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti in agricoltura, con alcune specifiche limitazioni stabilite da disposizioni comunitarie e non devono prevedere investimenti superiori a 1.032.000 euro.

Coltivatori diretti

  • ridurre i costi di produzione
  • migliorare e riconvertire la produzione
  • tutelare e migliorare l'ambiente naturale, le condizioni di igiene e di benessere degli animali
  • promuovere la diversificazione delle attività agricole.

Sono infatti esclusi dal finanziamento i progetti che prevedono investimenti di mera sostituzione di beni preesistenti. Le agevolazioni consistono in:

  • finanziamenti per l'investimento (contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato), entro i limiti fissati dall'Unione europea.
  • servizi di assistenza tecnica, finalizzati alla crescita imprenditoriale dei giovani (istruzione e formazione, servizi di gestione aziendale, etc.), per un periodo di tre anni ed entro limiti prestabiliti.

Non sono invece previsti contributi agricoltura per le spese di gestione; per gli imprenditori agricoli di primo insediamento infine, è previsto un premio unico dell'importo massimo di 25.000 euro.

Agevolazioni sulla sicurezza inps

Un capitolo a parte lo merita la sicurezza sui veicoli utilizzati dagli agricoltori che hanno visto purtroppo un’incidenza troppo alta sul fronte degli incidenti. In Italia si contano infatti 94 vittime su quasi 200 incidenti, 88 dei quali riguardano i conducenti di questi mezzi. Nella sola Toscana, invece, nei primi sei mesi del 2014 si sono verificati due incidenti al mese, per un totale quindi di dodici semestrali.

Un rapporto che non può essere ignorato e che porta a delle riflessioni profonde se si vuole eliminare questo problema che in una certa misura chiama le morti bianche che accadono troppo di frequenza tra gli operai nei cantieri. Per questa ragione, l’INAIL ha pubblicato un bando relativo ad incentivi fino al 65% per chi adeguasse i propri veicoli sul fronte della sicurezza riguardo i seguenti ambiti:

  • dispositivi che permettano di mettere in sicurezza il conducente in caso di ribaltamento del mezzo
  • adeguare il mezzo affinchè esso abbia i requisiti minimi come la protezione da zone rischiose, impianti di illuminazione e segnalatori acustici

Per ogni impresa il bando mette a disposizione una somma che non può superare la soglia dei 50mila euro. Le domande potranno partire dal 3 novembre 2014 presso il portale dell’INAIL per cui chi fosse interessato può intanto informarsi su come accedere a questi incentivi. Esistono tuttavia dei requisiti preliminari come per esempio la registrazione dell’azienda presso gli archivi dell’INAIL.

Formulata la propria domanda, da metà dicembre l’Ente prenderà in esame ogni singola pratica e avrà tempo sei mesi per dare l’ok all’accesso all’agevolazione così come messo a disposizione dal bando. Qualora si ottenga l’ok, si avranno altri sei mesi di tempo per realizzare ciò che è stato scritto sul progetto. Questa iniziativa ha lo scopo primario di ridurre gli incidenti su questi mezzi che hanno provocato finora troppe vittime.
Per rimanere aggiornati sugli incentivi messe a disposizione dalle singole Regioni, è consigliabile andare a consultare i portali ufficiali degli Enti regionali per sapere quali misure sono state varate a favore delle ditte.

Un settore in crescita

Al contrario di tanti altri settori economici, l’agricoltura sta registrando segnali positivi sul terreno dell’occupazione: nel secondo trimestre del 2014 si parla di un aumento del 5% rispetto al 2013 con una crescita di oltre il 20% sia al Nord che al Centro mentre al Meridione purtroppo il dato è negativo (-8%). Sono aumentate inoltre le aziende under 35 presenti sul territorio italiano e il 25% delle assunzioni riguarda una persona che ha meno di 40 anni, segno di una vitalità del settore che contrasta invece con la stagnazione di altri mercati.

Agricoltura 4.0: su cosa puntare per gli investimenti

Negli ultimi anni insieme al concetto di industria 4.0 è stato introdotto anche quello di agricoltura 4.0, per una filiera agricola che comprenda anche tecnologie avanzate, digitalizzazione, attenzione all’ambiente e ai metodi di produzione di alcuni dei prodotti di cui l’Italia intera si fa un vanto.

L’innovazione digitale per agricoltura 4.0 si può declinare in vari modi, a partire dall’uso di nuove tecnologie per monitorare le coltivazioni. Si tratta per molti versi di uno dei trend economici del momento, considerando anche il fatto che proprio le aziende agricole che stanno implementando tecnologie correlate all’agricoltura 4.0 hanno subito molto meno la crisi correlata alla pandemia da covid 19.  Investire in agricoltura è quindi oggi un’ottima idea, soprattutto se si considerano le aziende al passo con i tempi.

Secondo l’osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano nel corso degli ultimi 5 anni i numeri dell’Agricoltura 4.0 sono aumentati in modo significativo. In particolare, si ravvisa un boom tra il 2017 e il 2018, con un aumento del 270% del fatturato delle aziende agricole che usano soluzioni tecnologicamente avanzate; negli anni successivi l’aumento medio è stato del 20%. Al termine del 2020 solo il 4% dell’intera superficie coltivata in Italia è di aziende agricole che sfruttano strumenti di agricoltura 4.0, ma si tratta di un trend in forte crescita. La Comunità europea e per altro sta da tempo investendo in questo settore, che si presenta oggi come uno dei più promettenti per il futuro, soprattutto considerando il lungo termine. Effettivamente oggi chiunque può investire in questo settore, avvicinandosi al concetto di investimenti sostenibili (Fondi ESG).

Come investire

Si tratta sostanzialmente di seguire i trend del momento, valutando investimenti in fondi attenti all’ambiente, a preservare le risorse naturali, a favorire coltivazioni a basso impatto sull’ambiente a livello globale. Di fatto si tratta di una strategia attenta all’evoluzione del mondo agricolo, visto e considerato che sono proprio le aziende agricole che applicano tecniche e metodi derivati da Agricoltura 4.0 a riscuotere sempre maggiori successi negli ultimi anni. Non solo, anche gli interventi pubblici in questo ambito ne favoriscono la crescita e lo sviluppo, cosa che fa ben sperare gli investitori che utilizzano il proprio capitale per l’acquisto di fondi comuni ESG. Questa sigla indica i fondi comuni di investimento che sono particolarmente attenti all’impatto ambientale, politico e sociale delle imprese in cui investono il capitale raccolto. Investimenti pensati a lungo termine, che potranno però godere dell’elevato successo che le nuove aziende agricole stanno mostrando già oggi.

I vantaggi di agricoltura 4.0

I vantaggi offerti dalla digitalizzazione dell’agricoltura sono molto ampi. Come l’aumento delle opportunità commerciali, per citare poi anche la possibilità di offrire ai consumatori una garanzia di sostenibilità, o la maggiore efficienza della supply-chain.

Chiaramente digitalizzare l’agricoltura, utilizzare sistemi di monitoraggio e di gestione più efficienti e precisi, offre ampie possibilità per quanto riguarda i risultati finali: raccolti più ricchi, minore utilizzo di fertilizzanti o di prodotti potenzialmente inquinanti, attenzione alle materie prime, una migliore pianificazione e la possibilità di offrire una migliore tracciabilità di ogni singolo prodotto. Oltre a questo, per l’agricoltura 4.0 la legge di bilancio per il 2022 prevede una serie di investimenti e di contributi per tutte quelle aziende agricole che implementano tecnologie innovative.

Quali contributi

All’interno del concetto di agricoltura 4.0 i contributi proposti dallo Stato sono di vario genere. Chiaramente vi è una proposta per gli imprenditori che sono pronti a investire in tecnologia, considerando anche attività volte a migliorare l’impatto ambientale delle coltivazioni. Oltre a questo, i finanziamenti sono offerti anche per l’acquisto di beni immateriali, come ad esempio appositi software, già presenti sul mercato. La legge di bilancio prevede anche strumenti per quanto riguarda il credito d’imposta o l’abbattimento degli interessi passivi per le somme spese per la formazione e la consulenza in azienda.

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Una nuova figura: i manager verdi

In controtendenza con tutto ciò che di negativo circonda in questo momento il mercato del lavoro, ossia la difficile ricerca di un posto, i licenziamenti e la cassa integrazione, sta emergendo nella politica della green economy una figura professionale molto richiesta, i manager verdi.

Secondo le aziende specializzate nella Executive Search, per questa categoria sono disponibili ben 3000 nuovi posti di lavoro. Non è un caso che il consiglio che viene dato a chi sta per entrare all’Università è quello di dirottarsi verso queste nuove professioni all’interno della green economy che possono portare nuovi posti di lavoro, evitando così di inflazionare le tradizionali facoltà dell’ateneo che non garantiscono più occupazione come anni fa.

La figura del manager verde

Sono persone che operano in qualunque azienda attraverso criteri eco-sostenibili. In una società in cui infatti ci sono diverse problematiche dovute anche alla crisi mondiale, questa figura sta diventando sempre più importante.

I green manager dovranno gestire tutte le aree che vanno dal marketing fino all’efficienza energetica e di qualità ambientale. Questi sono tutti parametri che permettono all’azienda di ottenere più prestigio e di mostrarsi al tempo stesso al passo con i tempi.

I numeri

In Italia fino ad ora si possono contare più di 2500 professionisti in tal senso, e questa cifra aumenterà sensibilmente nei prossimi anni; secondo i dati di Confindustria i posti disponibili saranno addirittura 1.6 milioni nei prossimi otto anni. Ma questa crescita esponenziale si registrerà in tutta Europa nella quale si stima entro il 2020 più di 2 milioni di addetti per questa figura. Questi numeri sono continuati a salire nell’ultimo periodo, tanto che in Europa sono stati creati quattro milioni di posti di lavoro tra il 2002 e il 2011 con addirittura un milione tra il 2007 e il 2011, ossia gli anni più bui per via degli effetti nefasti della crisi economica. Ma questi dati potranno avere una crescita enorme soprattutto più in là nel tempo visto che è stato considerato che da qui al 2030 i posti di lavoro nell’economia verde arriveranno addirittura alla pazzesca cifra di 30 milioni. Tutto questo sta a significare che in questo periodo oscuro c’è una strada per risollevarsi ed è quella della green economy, settore in espansione sul quale vuole puntare anche il Presidente del Consiglio Renzi. Per questa ragione già diverse aziende si sono convertite al verde per uno sviluppo delle imprese a minor impatto ambientale.

Come diventare green manager

Per diventare green manager è necessaria o è consigliabile una laurea in ingegneria gestionale o in economia con un master in comunicazione ambientale o anche una laurea in filosofia e in scienze fisiche.

Molto importante è la lingua inglese, come richiedeva il Master “Cultura dell’innovazione e sviluppo sostenibile” che aveva in oggetto proprio la green economy che si sarebbe svolto a Bologna organizzato dalla Alma Mater.

Contattata dalla nostra redazione, ci è stato spiegato di come il Master purtroppo non sia potuto partire per un problema di tempistiche e l’ateneo, che è il primo in Italia ad aver organizzato corsi su questo tema, si sta riproponendo di ripianificare l’attività scorporando i moduli e potendo investire, tramite accordo con la Regione, del vaucher del fondo sociale europeo che permette delle agevolazioni agli iscritti del corso.

Le tematiche approfondite partono dalla radice della green economy fino ad arrivare a formare i futuri manager dando specifiche competenze tecniche.

In un mercato del lavoro sempre più difficile, questi professionisti sono destinati a diventare dunque i manager del futuro.

Gli stipendi

Anche le retribuzioni sono molto favorevoli per chi intendesse iniziare questa carriera lavorativa. Ovviamente ci sono delle differenze a seconda del settore di riferimento, con l’eolico e il fotovoltaico che permettono di guadagnare cifre più alte, ma in generale si può dire che i manager che hanno almeno cinque anni di esperienza ricevono un salario che oscilla tra i 35 mila e i 50 mila euro lordi. All’estero vengono anche proposti contratti a tempo indeterminato e in alcuni casi dei bonus da aggiungere al proprio stipendio, che in taluni casi arriva anche a raddoppiare il proprio importo.

La selezione dei profili executive

La problematica è abbastanza chiara, se nell’assunzione di profili medio bassi è sufficiente verificare le competenze di base di un candidato e la sua motivazione per giudicarlo idoneo all’assunzione, quando si tratta di profili executive gli elementi da valutare sono svariati: è importante infatti che l’azienda alla ricerca di un candidato che ricopra il ruolo di figura manageriale si affidi ai recruiter dedicati a questo ambito, una divisione come Badenoch + Clark Executive in cui il recruiter di executive è in grado di trovare i candidati adatti al ruolo, cerca di comprenderne le potenzialità e di riuscire a valutare in modo corretto il ruolo in cui inserire i candidati.

In questo modo si dà vita ad un processo di crescita grazie alla selezione strategica per le aziende, che si traduce in valore aggiunto e crescita professionale per entrambi.

Infatti, se la società potrà giovarsi delle competenze, delle capacità e delle abilità del professionista per incrementare le sue potenzialità commerciali oppure per migliorare le sue strategie di mercato o fornire una nuova visione, magari più originale e vincente, anche per tale professionista o dirigente vi saranno vantaggi da questa esperienza aziendale.

Egli, difatti, potrà confrontarsi con una nuova realtà e questo arricchirà in maniera ulteriore la sua esperienza, oltre che naturalmente permetterà di accrescere le sue competenze, magari anche in ambiti in parte differenti rispetto a quelli in cui ha lavorato precedentemente, ampliando di conseguenza le sue conoscenze settoriali. Come si può notare, quindi, si evidenzia un reciproco arricchimento da diversi punti di vista, sia per l'azienda che per il dirigente che ne farà parte.

Altro elemento di differenziazione della ricerca di un profilo executive rispetto a quelli tradizionali di livello meno dirigenziale è che per questi ultimi risulta importante la preparazione accademica, le esperienze effettuate (sia pur minime) e le potenzialità, mentre per gli executive risultano fondamentali gli obiettivi raggiunti ed i risultati ottenuti nell'arco della loro carriera. Spesso vengono quindi ricercati professionisti in grado di far ottenere ad un'azienda un salto di qualità, sotto diversi aspetti.

I profili executive più ricercati oggi

In Italia ci sono alcuni ambiti in cui non è facile trovare un candidato adatto, sia per competenze scolastiche, sia per esperienze pregresse, tuttavia, ci sono delle figure professionali particolarmente ricercate, anche a livello executive; gli ambiti in cui sono ancora molti i posti vacanti sono quello scientifico-digitale, dove un esperto nelle tecnologie telematiche e nei canali digitali trova lavoro in tempi minimi. Lo stesso dicasi per quanto riguarda il controlling e la finanza, soprattutto a livelli executive medio alti. Sono aperte anche molte posizioni per quanto riguarda l’internazionalizzazione e la tecnologia in senso lato.

Oltre all'ambito del cosiddetto Ict (Information & Communications Technology), sono molto richiesti quei professionisti maggiormente esperti nei settori ingegneristico, economico e farmaceutico. E per cercare di ottenerne le loro prestazioni, le aziende sono disposte ad offrire lauti stipendi, con relativi generosi benefit.

Preparare un curriculum executive

In rete è facile trovare vere e proprie guide che insegnano a chi si approccia al mondo del lavoro come costruire un curriculum. Per quanto riguarda la candidatura di figure ad alto profilo professionale, le cose invece vanno diversamente, anche perché chi intende presentarsi per un posto di lavoro come manager in azienda non può utilizzare questo tipo di guide. Il lavoro di costruzione del curriculum è infatti del tutto diverso, a partire dal fatto che non sarà utile inserire in modo preciso tutte le esperienze lavorative avute sin dall’inizio della propria carriera.

Meglio concentrarsi sulle esperienze più significative e su quale posizione si vuole ricoprire in azienda. Far spiccare le proprie doti manageriali è di certo il concetto su cui focalizzarsi, visto che sono queste caratteristiche quelle che gli executive recruiter cercano.

Lo scopo primario dei green job

L'economia verde, o green economy, sta avendo un impatto significativo sulle pratiche produttive e sul mercato del lavoro, portando alla nascita di nuove figure professionali. Questi ruoli possono essere garantiti da vari tipi di contratti - a tempo pieno o parziale, a termine o indefinito, stagionali - a condizione che prevedano un adeguato contributo fiscale.

Queste nuove professioni, spesso compatibili con il lavoro in modalità smart working, richiedono competenze specialistiche nel campo dell'economia sostenibile e della tutela dell'ambiente, della flora e della fauna.

L'obiettivo principale di questi "green jobs" è di produrre beni e servizi utilizzando tecniche rispettose dell'ambiente. Questo impegno è stato accolto da un crescente numero di aziende di tutte le dimensioni, che ora sono molto più attente all'impatto ecologico delle loro operazioni rispetto al passato e sono costantemente alla ricerca di nuovi talenti in questo settore.

Gli esperti concordano sul fatto che, per rendere le tecniche produttive più sostenibili, è essenziale passare da fonti energetiche fossili a fonti rinnovabili. È altrettanto importante rivedere e riorganizzare tutte le attività che hanno un forte impatto ambientale, al fine di limitare l'inquinamento e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali.

In sostanza, l'ascesa della green economy non solo promuove la tutela dell'ambiente, ma offre anche nuove opportunità di carriera e di sviluppo economico.

Con l'incremento delle pratiche produttive sostenibili, è probabile che molte figure professionali tradizionali saranno rimpiazzate o modificate, e molte posizioni lavorative potrebbero essere riqualificate per favorire il lavoro da remoto.

I "green jobs" includono tutti i ruoli all'interno dei settori industriale, alimentare, edilizio, forestale e agricolo che contribuiscono a promuovere la sostenibilità. Inoltre, anche le attività in settori non strettamente legati all'ambiente, ma che affrontano questioni legate alla sostenibilità, come ad esempio la produzione di energie rinnovabili, possono essere classificate come green jobs.

La nascita di nuove imprese attente all'ecologia

green job

Grazie all'affermazione della green economy e dei green job, stanno nascendo nuove imprese, sia di piccole sia di grandi dimensioni, che operano nel settore. La nascita di nuove imprese è un'importante risorsa che l'Italia sta sfruttando sia per combattere la crisi economica che ha investito ormai da anni il nostro paese, generando nuove entrate, sia per creare nuovi posti di impiego e assumere come dipendenti nuove figure professionali per incrementare il personale. Molte aziende, imprese e attività italiane si stanno convertendo al settore dell'economia eco sostenibile, assumendo personale, e molti lavoratori disoccupati con buone competenze stanno trovando finalmente un impiego o hanno deciso di effettuare un azione di volontariato per salvare l'ambiente.

Ecco le figure professionali appartenenti al mondo del green job e dell'ecologia

Laureato in Biotecnologia. Questo ruolo professionale comporta la produzione o la ricerca su metodi di produzione di biocarburanti e sistemi di depurazione. Chi sceglie questa carriera può aspettarsi un buon reddito, ma richiede anche un forte impegno e passione per la materia.

Gestore Territoriale. Questo è un ruolo di alto profilo che richiede una laurea in ingegneria ambientale. Il compito di un gestore territoriale è analizzare e gestire l'ecosistema di un territorio - includendo la flora, la fauna e la struttura geologica - tenendo conto delle direttive europee pertinenti. Questa professione è remunerativa, riflettendo il livello di competenza richiesto.

Paesaggista. Questo ruolo riguarda la protezione e l'ottimizzazione degli spazi verdi, anche nelle aree urbane, attraverso la progettazione di spazi specifici. Molti corsi di laurea in architettura offrono specializzazioni in paesaggistica. Mentre questa carriera può portare a un buon reddito, richiede di accumulare una notevole esperienza e competenza.

Valutatore di Impatto Ambientale. Questa figura professionale si trova all'intersezione tra l'ingegneria e il diritto. Le persone in questo ruolo devono essere esperte delle normative ambientali a livello europeo e internazionale, e sono responsabili della redazione di valutazioni tecniche su progetti urbani e industriali. Questo ruolo può richiedere una laurea in ingegneria o in diritto, seguita da corsi di specializzazione.

Operatore di Ecoturismo. Questo ruolo è la versione green del tour operator, promuovendo itinerari - anche legati all'agroalimentare - che si discostano dalle destinazioni turistiche convenzionali. L'ecoturismo enfatizza l'interazione sostenibile con l'ambiente naturale, quindi gli operatori di ecoturismo hanno la possibilità di fare una differenza tangibile nell'ambito della sostenibilità ambientale.

Tutti questi lavori, prevedono, generalmente, contratti a tempo determinato o indeterminato, in grado di fornire buone mensilità, tredicesima, a volte anche quattordicesima, e soprattutto in grado di assicurarvi una pensione concreta e reale per il futuro, grazie all'ingente quantità di contributi versati.

Anche le professioni tradizionali possono diventare green job

La rivoluzione verde sta influenzando un'ampia gamma di professioni, rendendo la sostenibilità un punto centrale in settori lavorativi che vanno dal culinario all'edilizia. Oltre ai ruoli tecnici tradizionalmente associati alla sostenibilità, esistono figure come lo chef biologico a km 0, che si dedica alla preparazione di pietanze utilizzando solo ingredienti locali, o l'agente commerciale che promuove la vendita di pannelli solari per i condomini, permettendo così di aumentare il proprio reddito contribuendo al contempo alla protezione dell'ambiente.

È importante notare che questo trend è in crescita e merita considerazione: secondo i dati dell'Isfol, l'organismo italiano per la formazione e l'occupazione, il numero di lavoratori nel settore della green economy è aumentato del 41% negli ultimi 14 anni, con una crescita particolarmente marcata negli ultimi due anni. Ciò indica che l'economia verde rappresenta un settore in rapida espansione, con molteplici opportunità per chi desidera contribuire a un futuro più sostenibile.

Uno sguardo completo

Secondo l’Unep, ovvero l’Agenzia delle Nazioni Unite che si dedica alla tutela dell’ambiente, il green job è composto da tutte le occupazioni nei settori del manifatturiero, dell’agricoltura, dell’amministrazione, della ricerca e sviluppo e dei servizi che aiutano a salvaguardare l’ambiente. E’ importante però considerare “verdi” anche tutte quelle attività che trattano temi di tutela ambientale anche se sono svolte in settori non precisamente verdi. Rientrano in questa categoria i settori della produzione di energie rinnovabili, come quella eolica, fotovoltaica, idroelettrica, geotermica, termica e delle biomasse. Fanno parte del green job i lavori che si occupano della ricerca e dello sviluppo di nuove tecnologie, del buon funzionamento energico, della realizzazione di prodotti biologici e della corretta raccolta, trattamento e successivo smaltimento dei rifiuti.

Nuove professioni: come lavorare in questo mondo

Dal concetto di Green Economy stanno nascendo diverse professioni nuove, di seguito vi spiegheremo alcune di esse i loro compiti principali.

  • La green finance è composta da professionisti che hanno il compito di scegliere quali progetti green job finanziare e gli istituti relativi.
  • Gli esperti in green law, ovvero sulla normativa che regola il settore verde.
  • L’Hse manager delle aziende, imprese e attività delle Fer, si occupa di predisporre i documenti di valutazione dei rischi, dei piani di sicurezza ecc.

Alcune professioni che si stanno sviluppando grazie al lavori verdi sono nuove o hanno delle caratteristiche precise, altre invece sono professioni già esistenti ma che vengono svolte con condizioni diverse che rispettino i principi del green job. I professionisti che operano in questo settore, hanno diversi vantaggi, infatti attualmente sono pochi, e la concorrenza è molto bassa. Inoltre, questi lavori, prevedono, generalmente, contratti a tempo determinato o indeterminato, in grado di fornire buone mensilità, tredicesima, a volte anche quattordicesima, e soprattutto in grado di assicurarvi una pensione concreta e reale per il futuro, grazie all'ingente quantità di contributi versati.

Effetti della green economy

Il fenomeno economico del green job ha avuto delle importanti ripercussioni sul mercato di un lavoro che prevede un contratto che può esser full time o partime, a tempo determinato o a tempo indeterminato, o anche stagionale purchè consenta il regolare pagamento dei contributi tramite il versamento delle imposte, producendo grandi fonti di entrate per il paese e i privati.

Tutti i green jobs hanno come scopo principale quello della produzione di beni e servizi, che siano realizzati nel pieno rispetto della natura. Per rendere le varie produzioni ecosostenibili è necessario utilizzare fonti rinnovabili di energie e riprogrammare tutte quelle attività che hanno un forte impatto ambientale.

Alcune professioni tradizionali, con il passaggio dall’utilizzo dei combustibili alle fonti rinnovabili, saranno sostituite. Teoricamente con l’aumento della produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili, ci sarà una riduzione o la totale eliminazione del personale che lavora nel settore della produzione di energia prodotta da fonti fossili. Molti posti di lavoro saranno riqualificati, faranno parte dei green job tutte quelle professioni che possono essere impiegate anche nell’ambito del green job e che potranno lavorare in smartworking. Stanno nascendo nuove aziende, sia ditte individuali, specializzate in attività di consulenza e tecniche, ad esempio installatori di impianti fotovoltaici, sia imprese che operano nell’indotto che il settore della green economy sta creando.

Vantaggi per l'occupazione in un green job

Quest’ultimo effetto rappresenta un’importante risorsa che il nostro paese sta utilizzando per combattere e superare la crisi economica che sta attraversando. Ci sono aziende che si stanno convertendo al settore dell’economia verde e che utilizzano dei lavoratori che hanno delle competenze simili a quelle richieste per i nuovi impieghi “ecologici”. Inoltre molti lavoratori disoccupati con competenze ed esperienza stanno trovando dei nuovi impieghi, anche grazie a portali specializzati come experteer.it.

Tutti questi lavori, prevedono, generalmente, contratti a tempo determinato o indeterminato, in grado di fornire buone mensilità, tredicesima, a volte anche quattordicesima, e soprattutto in grado di assicurarvi una pensione concreta e reale per il futuro, grazie all'ingente quantità di contributi versati.

Nuovi impieghi “ecosostenibili” per professionisti: l'evoluzione del mercato  

L'ecosostenibilità e in generale le energie rinnovabili sono un tema molto caldo sia da un punto di vista ideologico sia lavorativo. Le figure professionali che vengono assorbite oggi in questo settore sono molto più varie rispetto al passato e richiedono competenze sempre più specifiche.

Se sino a pochi anni fa i profili professionali più richiesti nell'ambito erano di livello medio e basso, oggi vengono ricercati soprattutto professionisti con esperienza manageriale vogliosi di veicolare la loro esperienza nel settore green.

Le aree lavorative

Allo stato attutale non vi sono nell’ambito delle energie sostenibili aree di lavoro precise per professionisti di alto livello. Questi settori sono in costante crescita e tendono sempre di più a differenziarsi e a cercare capacità e profili sempre più differenti.

Prendiamo il caso dell’edilizia ecosostenibile. Quest’ultima si limitava in origine alla sola installazione e la manutenzione di pannelli fotovoltaici presso abitazioni private o aziende. Oggi sicuramente vanta uno spettro di possibilità molto più ampio: basti pensare che esistono aziende che si dedicano sia alla progettazione sia alla costruzione di edifici ecosostenibili. In questo caso le competenze richieste vanno dalla progettazione di un impianto di riciclo dell'acqua, alla scelta dei materiali isolanti più adatti all’uso futuro dell’edificio.

Una figura professionale del tutto inedita e nata dalle esigenze del mercato del lavoro dell’energia sostenibile è il cosiddetto “energy manager”. Questa figura professionale si occupa dello studio di soluzioni tecnologiche per edifici al fine di ottenerne il risparmio energetico. Questi professionisti si preoccupano di far raggiungere l'efficienza energetica ad un edificio tramite la scelta di materiali e soluzioni adatte, siano essi aziende o abitazioni private.

I “mobility manager” invece studiano il modo migliore di organizzare gli spostamenti sul territorio di un’azienda, al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica e, ovviamente, far risparmiare i soldi spesi ogni mese in carburante. Sicuramente una figura professionale molto utile per i singoli e per le ditte che per ragioni lavorative effettuano ogni mese molti chilometri su gomma.

Un nuovo lavoro verde

Il settore delle energie rinnovabili e dell’ecosostenibilità costituiscono certamente un’ottima possibilità per chi, dopo anni di esperienza, vuole mettere in gioco le proprie competenze in nuovi progetti e in nuove aree di lavoro. Sul web esistono portali dedicati specificamente alla ricerca di lavoro per professionisti sia nel campo delle energie rinnovabili sia in quello delle energie sostenibili. Forse potrebbe essere anche la vostra buona chance per mettere a disposizione le vostre competenze ad uno sviluppo ecosostenibile del nostro pianeta.

Gli ultimi dati occupazionali

Chi è giovane e si sta orientando su quale professione fare nel futuro potrebbe iniziare a valutare la possibilità di studiare in ambiti della green economy. Secondo le ultime statistiche riportate da Fondazione Symbola, il 24% delle aziende ha deciso di investire le proprie risorse su tecnologie che puntino a un risparmio energetico e a un minore impatto con l’ambiente. Solo nell’anno 2013, si è calcolato che quasi il 40% delle persone assunte riguardava proprio l’economia verde. Dati che permettono di capire che a differenza di altri campi, la green economy è in forte crescita anche in Italia perchè alcune tematiche, come l’utilizzo di pannelli fotovoltaici, il risparmio energetico, l’uso di energie rinnovabili e la tutele dell’ambiente sono argomenti non più marginali ma altresì di primaria importanza nel mondo d’oggi

Il confronto con l’America

Va ancora meglio negli Stati Uniti. Una recente indagine ha riportato dei dati che mettono in risalto l’importanza dell’economia verde nella società post-moderna e globalizzata. Nel secondo trimestre dell’anno corrente, il 2014, i posti di lavoro in questo settore sono raddoppiati, raggiungendo la cifra esorbitante di 12500 nuovi occupati. Il settore trainante è quello solare che prende quasi il 50% dei lavoratori (5000 per la precisione), seguito dal settore eolico e quello dei veicoli elettrici. Il solare rappresenta la locomotiva di questo ambito, tanto che è stabilmente leader dei lavori nella green economy ormai da parecchi mesi. Il confronto con gli Stati Uniti fa capire che questo è il terreno dove investire, sia per quanto riguarda le aziende, sia per quanto riguarda i lavoratori: questo settore, infatti, è tra i pochi in crescita ed è più facile trovare un’occupazione visto che c’è molta richiesta di figure professionali.

Cosa studiare quindi?

Esistono diversi corsi di laurea di primo e secondo livello per iniziare a intraprendere la carriera formativa all’interno dell’economia verde: ingegneria ambientale e del territorio (valutare rischi e risolvere problemi nel settore edile e delle costruzioni attraverso la compatibilità ambientale), medicina e biologia ambientale (corso in forte crescita tanto che stanno aumentando le offerte in materia), economia dell’ambiente (con lo scopo di trovare un punto d’accordo tra affari/business e tutela dell’ambiente in riferimento anche a come cambia il clima), ecomobilità (incentrato sulla logistica e sulla situazione dei trasporti, ovviamente pensati secondo un impatto ambientale meno forte e traumatico del territorio).

Impieghi ecosostenibili: a cosa andiamo incontro?

Nel 2022, il mondo degli Impieghi ecosostenibili ha visto la nascita di diverse opportunità di lavoro che hanno l'obiettivo di promuovere la sostenibilità ambientale e mitigare il cambiamento climatico. Di seguito sono elencati alcuni dei lavori più rilevanti che sono emersi durante l'anno.

  • Esperto di economia circolare: con l'obiettivo di ridurre gli sprechi e aumentare il recupero di risorse, l'economia circolare sta guadagnando sempre più importanza. Un esperto di economia circolare è una figura professionale che aiuta le aziende a ripensare i propri modelli di business in modo che siano più sostenibili e rispettosi dell'ambiente.
  • Tecnico di installazione di pannelli solari: l'energia solare sta diventando sempre più popolare come fonte di energia rinnovabile. Un tecnico di installazione di pannelli solari è un professionista specializzato nell'installazione di sistemi solari su edifici e terreni. Questa figura professionale svolge un ruolo chiave nel promuovere l'uso dell'energia solare.
  • Specialista in energia geotermica: l'energia geotermica è un'altra fonte di energia rinnovabile in rapida crescita. Uno specialista in energia geotermica è un professionista che si occupa dell'installazione e della manutenzione dei sistemi geotermici che sfruttano l'energia termica della terra per produrre energia.
  • Tecnico di efficienza energetica: l'efficienza energetica è un aspetto fondamentale per ridurre il consumo di energia e limitare le emissioni di gas serra. Un tecnico di efficienza energetica è un professionista che si occupa dell'identificazione e della correzione di inefficienze energetiche in edifici e impianti industriali.
  • Sviluppatore di tecnologie pulite: lo sviluppo di tecnologie pulite rappresenta una delle principali opportunità di lavoro nel settore dell'ecosostenibilità. Uno sviluppatore di tecnologie pulite è un professionista che si occupa della progettazione e dello sviluppo di tecnologie che consentono di ridurre le emissioni di gas serra e migliorare la sostenibilità ambientale.

Autore: Laura Perconti

Immagine di Laura Perconti

Laureata in lingue nella società dell’informazione presso l'Università di Roma Tor Vergata, Laura Perconti segue successivamente un Corso in Gestione di Impresa presso l'Università Mercatorum e un Master di I livello in economia e gestione della comunicazione e dei nuovi media presso l'Università di Roma Tor Vergata.